Nidi d’infanzia

Il settore “servizi prima infanzia” nato nel 2000, si propone di rispondere alla crescente richiesta da parte del territorio di servizi educativi rivolti ai bambini più piccoli. Servizi che possano supportare le esigenze delle famiglie impegnate nel mondo del lavoro e concorrere con loro alla educazione e alla crescita dei loro figli. Attraverso le attività svolte, inoltre, il settore prima infanzia si propone di promuovere la cultura dell’infanzia nel territorio comunale e provinciale, in modo privilegiato attraverso la gestione diretta di servizi educativi rivolti alla prima infanzia da uno a sei anni, ma anche attraverso la sensibilizzazione verso i temi legati all’infanzia.

In particolare i servizi rivolti all’infanzia che Eureka gestisce sono:

Affa la giraffa in convenzione con il Comune di Piacenza;
Lucia Bongiorni – I Pulcini Ballerini del Comune di Agazzano;
I Ciotoli della Trebbia… bambini d’acqua dolce del Comune di Travo;
L’Albero delle Coccole del Comune di Gossolengo;
Il Delfino del Comune di Caorso;

E inoltre il coordinamento pedagogico della scuola dell’infanzia paritaria di Vigolzone.

Negli ultimi anni, inoltre collabora con le direzioni didattiche di molti comuni per l’inserimento di educatrici all’interno delle scuole dell’infanzia statali.
Il settore infanzia, inoltre, si preoccupa della gestione e progettazione di centri estivi per i bambini e le bambine da 3 a 6 anni.
I servizi hanno un unico coordinatore pedagogico referente che garantisce continuità per la gestione e la super visione delle equipe di lavoro.

 

UN ESTRATTO DEL PROGETTO PEDAGOGICO

Gli obiettivi
Attraverso l’erogazione dei servizi il settore si propone i seguenti obiettivi:
– offrire un servizio educativo per i bambini, che concorre con le loro famiglie alla loro crescita e formazione nel rispetto dell’identità individuale, culturale e religiosa;
– offrire un servizio educativo all’Ente Locale per fare fronte ai bisogni delle famiglie del territorio al fine di potere trovare una risposta alle esigenze dettate dal mondo del lavoro, attraverso la logica della partecipazione attiva alla gestione del servizio;
– promuovere agli Enti Locali dei percorsi di consapevolezza educativa, predisporre cioè dei momenti di scambio e di confronto con le Amministrazioni che hanno la titolarità educativa del servizio affinché si possa promuovere conoscenza e sensibilità al mondo dell’infanzia;
– predisporre azioni volte a stimolare e promuovere la cultura dell’infanzia anche attraverso attività di formazione per i genitori.

Modalità di funzionamento
Il servizio rivolto alla prima infanzia è sviluppato su due aspetti fondamentali: sapere essere e sapere fare.

Saper essere
Il servizio, rispetto al saper essere, si propone di:
– aiutare i bambini nel processo di socializzazione;
– favorire l’acquisizione di regole di convivenza civile;
– accompagnare il bambino nell’acquisizione di determinate autonomie;
– i progetti riguardanti il saper essere durano l’intero anno scolastico.

Saper fare
Il saper fare riguarda gli aspetti legati alla creatività, al gioco, rivolti allo sviluppo cognitivo del bambino.
L’attività è finalizzata a far sì che i bambini si pongano delle domande, sperimentino tecniche e contesti di gioco nuovo, e stimolino la loro fantasia.
Dal Saper fare partono i percorsi di laboratorio – atelier che consistono in particolari progetti spesso legati all’arte, dove i bambini divisi in gruppi molto piccoli e alla presenza di due operatori hanno possibilità di sperimentare tecniche nuove, materiali nuovi, ma anche la luce, le ombre, i suoni, la musica, ecc.
Ogni gruppo impegnato nell’atelier è composto da 3-4 bambini scelti con un criterio che varia a seconda degli obiettivi che si intendono raggiungere.
Ogni laboratorio dura circa 45 minuti e tutte le attività e i comportamenti dei bambini vengono monitorati attraverso una scheda di osservazione.

I laboratori
Vengono documentati attraverso l’utilizzo di una macchina fotografica e di una telecamera; le riprese servono a documentare gli eventi ed a socializzare i risultati, rileggendo e scoprendo gli aspetti salienti che emergono di volta in volta.
Documentare tali eventi dà la possibilità di restituire ai genitori alcuni contenuti importanti e fa si che gli esiti diventino patrimonio del nido.
I Nidi offrono ai genitori la possibilità di partecipare ad alcuni incontri pensati per loro (incontri di sezione), in cui vengono esposti i progetti che si intendono affrontare con i loro bambini e le rispettive motivazioni. I genitori in questa sede “vivono” uno spazio di condivisione fra di loro e con gli operatori dei servizi. Questi incontri stimolano la circolarità delle informazioni e consentono il confronto su tematiche educative, sia relative al ruolo genitoriale, sia per approntare una progettualità comune all’interno del servizio stesso (come per altro stabilito dalla normativa regionale – lg.n°1/2000-). Infine, offrono la possibilità alle famiglie di accedere ai processi svolti. Quindi, non solo la restituzione dell’esito finale del progetto, ma la restituzione dell’intero processo di acquisizione di competenze sia cognitive che emotive e relazionali del proprio bambino.
Durante l’anno vengono organizzati momenti informali (es. feste) in cui il nido si apre alle famiglie per fare in modo che i genitori possano vivere spazi che abitualmente sono solo dei bambini; anche questa rappresenta un momento importante per coltivare la relazione con i genitori.
Per le famiglie inoltre vengono organizzati periodicamente degli incontri di formazione durante i quali si parla di tematiche varie che riguardano prevalentemente la relazione educativa con i propri figli, ma anche incontri tematici di interesse diverso quali ad esempio: l’alimentazione, le vaccinazioni, il significato della lettura e la scelta dei libri per i bambini da 0 a 3 anni.
Il coordinatore pedagogico è una figura voluta dalla normativa regionale di riferimento e rappresenta lo strumento atto a garantire il raccordo tra i servizi alla prima infanzia all’interno del sistema educativo territoriale.
Il coordinatore pedagogico concorre sul piano tecnico alla definizione degli indirizzi e dei criteri di sviluppo e di qualificazione del sistema dei servizi alla prima infanzia. Nello specifico il coordinatore pedagogico ha il compito e la responsabilità di elaborare il pensiero pedagogico proposto nei servizi stessi. Partecipa ai tavoli di coordinamento provinciale (CPP), organo provinciale che ha compiti di formazione, confronto e scambio di esperienze, supporto all’innovazione, sperimentazione e qualificazione dei servizi alla prima infanzia.
Il tavolo di coordinamento si riunisce un giorno al mese, all’interno del tavolo i coordinatori sono suddivisi in sottocommissioni che lavorano a temi specifici.
La coordinatrice pedagogica dei nidi gestiti da Eureka partecipa alla Commissione Scambi volta a promuovere la cultura della qualità dei servizi attraverso il confronto e la contaminazione fra gli stessi.
L’impegno in commissione pesa economicamente sulle rispettive organizzazioni pertanto non tutti i coordinatori pedagogici partecipano alle stesse.