Bambini seduti all’aperto ascoltano un’educatrice durante un’attività del centro estivo Haiku.

Centri estivi

3 Agosto 2026

Il centro estivo “Haiku”: gioie fatte fattoria, animali e girasoli

Un’estate immersa nella fattoria, dove natura, animali, gioco e scoperta diventano parte viva dell’esperienza educativa dei bambini.

Un’estate immersa nella fattoria, dove natura, animali, gioco e scoperta diventano parte viva dell’esperienza educativa dei bambini.

Il centro estivo Haiku ha accolto bambini dai tre ai sei anni in un mese di attività tra natura, animali, letture e giochi all’aperto.

L’agriasilo, inserito nell’azienda agricola Bosco Gerolo, permette ai bambini di vivere ogni giorno il contatto diretto con terra, orto, stalla e animali.

La programmazione ha unito letture, esperienze con gli animali, attività creative, piscina e momenti di rielaborazione per dare senso a ciò che i bambini vivono.

Il rapporto quotidiano con galline, caprette, asinelli, vitellini e altri animali favorisce empatia, rispetto e comprensione del mondo naturale.

Haiku propone una pedagogia ecologica, non solo outdoor education: un dialogo continuo tra bambini, natura, comunità agricola e ambiente circostante.

Capelli: “Non solo outdoor, ma pedagogia che dialoga con la natura”

Nella campagna che degrada verso il Trebbia, la scuola dell’infanzia “Haiku” ha appena archiviato un luglio davvero speciale: al consueto anno scolastico ha infatti affiancato un intenso mese di letture, corse all’aperto, giochi in acqua e attività stimolanti ma, più di tutto, intense emozioni vissute al fianco di galline, asinelli, porcellini, papere, caprette e… girasoli. Nata nel 2020 in seno all’azienda agricola “Bosco Gerolo” di Rivergaro, la scuola accoglie ogni giorno bambini dai tre ai sei anni. E lo fa tra stalle, orti e animali da cortile, in un dialogo costante con i ritmi della terra. Un valore unico che si rinnova ogni estate con quattro settimane aperte tanto a chi già frequenta l’annualità che a bambini che desiderino vivere un’esperienza davvero unica. A raccontarci filosofia educativa e bilancio estivo di questo luogo da fiaba è Maria Giovanna Capelli, coordinatrice pedagogica della scuola.

Gruppo di bambini del centro estivo Haiku mostra una cassetta con il raccolto davanti all’orto.

Cos’è l’agriasilo e quale sprone lo guida?

“Pregio unico e valore aggiunto del nostro asilo è quello d’essere inserito all’interno di un’azienda agricola. Se gli spazi indoor sono quelli di una scuola dell’infanzia, tutta l’attività si svolge a stretto contatto con l’esterno, integrandovi pet therapy, cura degli animali da cortile, e perfino la filiera del latte (dalla mungitura agli scaffali del negozio). Un percorso che prende le mosse dall’orto e dalla stalla per raggiungere e fruire delle materie prime a chilometro zero direttamente sulla tavola come nei laboratori di cucina. Il menù segue i dettami dell’Asl, è attentamente bilanciato, ma in più si fa strumento di un’educazione unica nel suo genere: almeno una volta a settimana i bambini cucinano il pranzo partendo da ciò che coltivano loro stessi o acquistano allo spaccio”.

Bambini accarezzano una capretta durante un’attività all’aperto del centro estivo Haiku.

Un legame quotidiano, dunque, con la terra e la produzione alimentare…

“Un bambino che cresce ad Haiku lo vive come normalità, e questo fa leva sulla sua naturale propensione a connettere tutti i saperi. Qui i bambini vivono ogni esperienza in maniera immersiva, coinvolti al cento per cento, traducendo nella pratica e toccando con mano ciò che apprendono: non c’è nulla di trasmissivo, solo tanta esperienza, ricerca ed emozione, una spirale virtuosa tra azione e riflessione.

Oche vicino al laghetto dell’azienda agricola durante le attività del centro estivo Haiku.

Il centro estivo si è concluso da poco: come è andata questa edizione?

“Parte dei nostri iscritti l’ha vissuta come naturale prosecuzione dell’anno scolastico, mentre gli esterni hanno avuto l’occasione di vivere la quotidiana meraviglia di una fattoria ma con tutte le attenzioni educative che ci sono proprie. Le famiglie che per la prima volta si sono avvicinate al progetto ne sono rimaste entusiaste. Ogni anno offriamo la possibilità di godere di un contesto d’eccellenza da una fino a quattro settimane per vivere il contatto con la natura ma anche tanto divertimento all’aria aperta. 25 bambini hanno potuto immergersi in un clima di socialità bellezza e gioia pura: tra Piacenza e provincia siamo probabilmente l’unica realtà di questo tipo”. 

Come avete strutturato la programmazione educativa?

“Il centro estivo prevede che il bambino sia accompagnato dai genitori per le 9.00 negli stessi ambienti porticati dove si svolgerà gran parte della giornata. Alle 9.00 c’era la merenda a base di frutta a chilometro zero, spesso dal nostro stesso frutteto, mentre, a seguire, non è mai mancato l’abituale momento di lettura, che quest’anno ha tratteggiato ogni settimana la conoscenza di un diverso animale dell’aia. Anche il pranzo e la merenda si sono susseguiti sempre all’ombra del portico, mentre gli ambienti interni, climatizzati, erano dedicati al riposino. Al rientro dalle ‘avventure’ nella porzione di parco a nostro uso esclusivo o nell’azienda agricola non sono mai mancati giochi e lavori al tavolo per fissare, con i linguaggi creativi tra i più vari (come il disegno, le costruzioni, la narrazione o la pittura,) quanto vissuto poco prima. Quando infine il caldo lo richiedeva, potevamo sempre contare il refrigerio della piscina che, da due a più volte a settimana, dopo la merenda, si è sempre dimostrata un’apprezzatissima e rinfrescante parentesi per tutti i bimbi. Naturalmente sempre sotto l’occhio vigile degli educatori”.

Bambini del centro estivo Haiku mostrano una cassetta con il raccolto davanti all’orto.

Quindi il fil rouge delle giornate, piscina a parte, è stata la conoscenza del mondo animale?

“Ogni libro offriva la conoscenza di un animale della fattoria, ma era anche spunto di ricerca ed esperienza diretta in ambiente naturale: i percorsi quotidiani portavano infatti i bambini a incontrare quegli stessi animali di cui avevano appreso caratteristiche e curiosità. All’approccio scientifico seguiva magari il prendere in braccio una gallina, dare da mangiare a una capretta, ma anche coccolarla o portarla a spasso. Un libro e un animale alla settimana: un connubio che, accanto alla più ampia educazione naturale, al rispetto per l’ambiente e il mangiar sano, innescava plurimi ed entusiasmanti approfondimenti che i bambini spesso scoprivano da soli. Basti pensare che nel nostro parco convivevano con pecore, gatti, maialini e coniglietti. Al laghetto potevano osservare papere intente a ‘sguazzare’, ma magari anche ritrovarle a zampettare in libertà, piccoli al seguito. Senza contare infine l’educazione all’avvicinamento di mucche da latte o asinelli”.

C’è un legame speciale che i piccoli costruivano con gi animali?

“La cosa più emozionante per i bambini è soprattutto vederli crescere giorno dopo giorno, contribuirne benessere o anche solo dar loro da mangiare. T e un toccasana per lo sviluppo di empatia, rispetto, comprensione di necessità e valore del mondo naturale. Penso poi all’asinello: prima l’abbiamo studiato sui libri, abbiamo cercato di comprenderne il linguaggio, i segnali di disagio come di condiscendenza, e infine l’abbiamo avvicinato, accarezzato, indagato nelle sue piccole ruoutine quotidiane. Capita spesso che bambini esterni ad Haiku, durante l’anno, esprimano il desiderio di tornare a trovarlo, coinvolgendo le famiglie nell’esperienza della visita in fattoria. Sensibilità verso animali, natura e ambienti naturali entra a far parte della mappa affettiva e cognitiva dei bambini”.

Bambini accarezzano una capretta durante un’attività in fattoria al centro estivo Haiku.

Lei parla di pedagogia ecologica più che di semplice outdoor education: che differenza c’è?

“L’outdoor è un termine molto usato, forse talora anche a torto. Noi non ci limitiamo a stare all’aperto: portiamo nell’educazione uno sguardo capace di comprendere cosa la natura possa offrire, garantiamo il corretto metodo di avvicinamento dei bambini e le gradualità e assiduità necessarie a far loro ‘scuola” dell’ambiente. Per questo sarebbe più corretto parlare di pedagogia ecologica, perché si tratta di un dialogo con la natura che pone al centro la connessione profonda tra l’essere umano, gli organismi viventi e l’ambiente circostante. Superando l’educazione ambientale tradizionale, Conoscenze che noi per prime approfondiamo e per cui si dimostrano preziose le specifiche competenze di esperti Eureka. Oltre a loro possiamo inoltre contare sul fondamentale riferimento di Serena, titolare di Bosco Gerolo, formata in pet therapy, sempre disponibile a favorire i rapporti bambino-animale”.

Che ruolo hanno le altre persone che lavorano nell’azienda agricola nella vita quotidiana della scuola?

“È un po’ come vivere un piccolo paese. I bambini conoscono il personale dello spaccio, chi lavora in campagna, i camerieri dell’agriturismo (che portano loro i pasti), gli addetti alla stalla: tutti concorrono in qualche modo alla loro educazione e sicurezza. È come una piccola comunità, con il plus di agevolare la naturale integrazione dei piccoli nel mondo adulto, confrontandosi con persone terze di tutte le età”. 

Quest’anno una novità ha colorato l’estate di Haiku: il campo di girasoli. Che cosa ha rappresentato per i bambini?

“È stata una delle esperienze più belle: l’azienda ha dedicato ai girasoli un’intera area a cui i bambini hanno assistito nella crescita. Con l’arrivo dell’estate si è trasformato in un meraviglioso labirinto. Per i piccoli è stata un’esperienza di grande impatto: fiori alti come loro tra cui districarsi disegnando percorsi e avventure”. 

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