Educatrice suona la chitarra insieme a un bambino durante un’attività del centro estivo.

Centri estivi

20 Luglio 2026

Luglio che naviga sereno all’ombra dei tigli di Podenzano

Un’estate educativa nel verde di Podenzano, tra gioco, natura, musica, relazioni e cura quotidiana dei bambini e delle famiglie.

Un’estate educativa nel verde di Podenzano, tra gioco, natura, musica, relazioni e cura quotidiana dei bambini e delle famiglie.

Il centro estivo di Podenzano accoglie ogni luglio circa quarantacinque bambini tra i tre e i sei anni, offrendo continuità educativa e spazi all’aperto.

La programmazione valorizza esperienza diretta, lettura, natura, gioco e creatività, evitando attività ripetitive e mettendo i bambini al centro.

I gruppi misti favoriscono collaborazione, appartenenza e cura reciproca, aiutando i più piccoli ad ambientarsi attraverso l’esempio dei più grandi.

Il rapporto quotidiano con le famiglie, tra restituzioni, messaggi e condivisioni, rafforza fiducia e senso di presenza nel percorso dei bambini.

Belveri: “Quarantacinque bambini, un parco e la mia chitarra”

Molto più di un intervallo tra un anno scolastico e l’altro: l’estate può essere un laboratorio a cielo aperto dove i bambini esplorano, sperimentano e crescono. È questa la filosofia di Eureka e il timone del centro estivo di Podenzano, “veliero” che da undici anni “imbarca”, ogni luglio, circa quarantacinque bambini tra i tre e i sei anni. Si tratta di un numero tutt’altro che trascurabile, che racconta il radicamento di un’esperienza educativa divenuta punto di riferimento per numerose famiglie del territorio. Nocchiere della navicella estiva la passione e la competenza di Gaia Belveri.  Ventun anni di esperienza in Eureka, l’educatrice ha attraversato professionalmente i centri educativi, il sostegno scolastico, i corsi di alfabetizzazione per adulti e bambini, fino al ruolo da insegnante che oggi la vede impegnata nell’agri-asilo “Aiku”. Un’esperienza, la sua, emblematica della solidità del progetto estivo, che vede garantita continuità e una presenza educativa di primaria qualità. La incontriamo nel grande parco della scuola materna statale del paese, tra alberi imponenti che filtrano la luce e offrono frescura nelle ore migliori della giornata.

Come è iniziata la sua storia con la cooperativa e come è approdata al centro estivo di Podenzano?

“Il rapporto con Eureka prende le mosse da un tirocinio, poco prima di laurearmi. Ambiente, levatura professionale e attenzioni educative mi hanno subito fatto sperare di prolungare la permanenza e così, fortunatamente, è stato. Ho avuto la fortuna di spaziare toccando con mano ruoli e contesti differenti, ma da sei anni insegno all’agri-asilo Aiku, negli spazi del Bosco Gerolo. Il centro estivo di Podenzano è in qualche modo un altro capitolo dello stesso racconto: un luogo dove il bambino è davvero al centro e ogni estate si rinnova con energia, entusiasmo e voglia di fare”.

Può descriverci le caratteristiche principali del centro estivo?

“Gli ambienti sono quelli della scuola e dunque si prestano perfettamente ad accogliere i bimbi. Centralissimo rispetto al paese, è dotato di un grande parco con alberi immensi, dove trascorriamo la maggior parte della giornata. È stato uno dei pochi centri a restare attivo anche durante il Covid, e questo dice molto circa l’organizzazione, la strutturazione, il radicamento e l’affidamento che le famiglie ci riservano. Da quest’anno, in più, potremo contare sulla climatizzazione degli spazi dedicati al riposino e dell’ampio ambiente della mensa, dove in caso di caldo eccessivo i bambini trascorrono il tempo intenti in coinvolgenti attività”.

Bambini giocano su un albero durante le attività all’aperto del centro estivo di Podenzano.

Come è strutturata la programmazione educativa?

“Come sempre anche quest’anno è molto ricca e intensa: Io la vivo un po’ come una naturale continuazione di quella del mio anno scolastico. Aiuta inoltre il fatto che la maggior parte dei bambini sta frequentando tutte le settimane proposte. Così facendo possono apprezzare una sorta di ricorsività delle proposte più gradite ma con contenuti che variano senza mai ripetersi identici ai precedenti. Il bambino è inoltre sempre coinvolto, fa esperienza ‘sul campo’ e partecipa senza alcuna imposizione sentendosi pienamente protagonista di ogni attività. Nessun canonico ‘lavoretto da centro estivo vecchia scuola però’: ci sono momenti di lettura, personaggi e formule magiche, atmosfere e tante occasioni di meraviglia, ma per il resto si va nel parco, si scopre la natura, la si studia, la si usa magari per ricavarne oggetti o decorazioni, ma non è quell’impegno al banco giusto per riempire i tempi morti. Anzi, qui non c’è proprio mai da annoiarsi: alla fine del percorso c’è una grande festa e un video particolarmente coinvolgente pensato per far sentire i genitori parte integrante dell’esperienza vissuta dai figli. Anche in questo caso, però, non si pensi al ‘solito spettacolino’, a una recita o una scenetta preparata. I bambini sono al contrario invitati a raccontare in modo spontaneo ciò che hanno vissuto. Non si mettono in scena fiabe altrui, emerge la loro autentica voce, la ‘loro’ fiaba. Il costante confronto e ascolto dei bambini, non ultimo, aiuta anche noi educatrici suggerendo cosa più ha lasciato il segno e quali temi, giochi o iniziative vadano implementati”.

Il centro accoglie bambini di età diverse in gruppi misti. Che valore ha questa scelta?

“Un valore enorme. Molti bambini frequentano per quattro anni consecutivi, quindi si crea un senso di appartenenza e memoria condivisa. Nei gruppi misti si può apprezzare la collaborazione spontanea dei più grandi che guidano e aiutano i più piccoli: questi ultimi infine, per imitazione, apprendono prima, si adeguano con maggiore facilità all’ambiente e alle routine. Per chi non conosce ancora il contesto, inoltre, avere delle guide tra i propri pari è prezioso, perché rende tutto subito più affascinante e familiare. Dedichiamo inoltre momenti specifici all’elaborazione delle emozioni: con dialoghi e testi mirati insegniamo a ‘leggere l’altro’, ricusare comportamenti troppo fisici e apprezzare il valore di prendersi cura dei propri compagni di gioco. Una delle abitudini che coltiviamo è inoltre chiederci spesso ‘come stiamo’: educa il bambino a riflettere su di sé, a riconoscere cosa prova, controllare le proprie azioni, osservare quelle degli altri, creare e migliorare le relazioni”.

Qual è il momento della giornata che preferisce?

“Sicuramente quelli dedicati alla lettura e alla musica. Suono la chitarra e la porto con me ogni giorno: così facendo c’è anche una parte di avvicinamento allo strumento per i bambini. Inoltre è un’attività che si fa, quando il caldo non eccede, all’aperto, all’ombra degli alberi. I bambini la apprezzano moltissimo. Non mancano poi, naturalmente, i giochi di gruppo, quelli d’acqua, il movimento. C’è un po’ di tutto, e proprio in questo, nella varietà, risiede forse la parte più bella della giornata e del lavoro”.

Vario ma sicuramente anche faticoso…

“Certo, a fine giornata la stanchezza si sente, del resto se i più grandi nel pomeriggio fanno magari i compiti e i più piccoli riposano, per noi è sempre il momento di mantenere alta la soglia dell’attenzione. Senza contare che poi giunge uno dei momenti a mio avviso più importanti: quello della riconsegna dei bambini alle famiglie. Noi educatori diamo un rimando quotidiano sulla giornata. Anche se è stancante è qualcosa di necessario e significativo, parte integrante del nostro approccio e restituzione di quella scrupolosità e cura verso il singolo che sono a mio avviso il modo migliore d’essere educatrici. Al di là della riconsegna si cerca sempre di mantenere un rapporto diretto con le famiglie: un messaggio, un piccolo video o la condivisione di ciò che il bambino sta facendo restituiscono tranquillità e certezza di essere genitori presenti”.

Attenzioni sicuramente apprezzate dai genitori

“Senza dubbio. Molti di loro ci confidano che le esperienze vissute qui, la creatività, il tempo all’aperto, l’esplorazione, sono occasioni che durante l’anno faticano ad offrire. Nel nostro centro i bambini godono pienamente dell’estate, senza tempi morti, senza annoiarsi, pronti a riprendere la scuola più carichi. Per le famiglie c’è l’affidamento sicuro a un’equipe professionale: tutti i nostri educatori sono formati e da tempo operativi nei servizi Eureka, il che ci rende una squadra solida e affiatata. Le attestazioni di stima non mancano: numerose mail ringraziano dell’attenzione personale ai bambini, per l’ottima cura e l’organizzazione delle giornate. Conferme del nostro buon operare che, assieme ai sorrisi dei bambini, ripagano di ogni sforzo”

Focus di questo articolo

Centri estivi

3 Agosto 2026

Un’estate immersa nella fattoria, dove natura, animali, gioco e scoperta diventano parte viva dell’esperienza educativa dei bambini.
Mani di bambini sistemano una piantina nella terra durante un’attività di educazione ambientale.

Ricorrenze

28 Luglio 2026

Un percorso educativo che parte dalla natura per far crescere nei bambini consapevolezza, responsabilità e attenzione verso il mondo.