Haiku: l’agriasilo

Le Indicazioni nazionali costituiscono il quadro di riferimento per la progettazione curricolare affidata alle scuole. Sono un testo aperto, che la comunità professionale è chiamata ad assumere e a contestualizzare. In esse le aree di sviluppo e crescita del bambino​ ​vengono​ ​chiamati​ ​campi​ ​d’esperienza

  • IL SE’ E L’ALTRO
  • IL CORPO E IL MOVIMENTO
  • IMMAGINI, SUONI, COLORI
  • I DISCORSI E LE PAROLE
  • LA CONOSCENZA DEL MONDO

e​ ​sono​ ​così​ ​definiti:

IL SE’ E L’ALTRO

  • A questa età si definisce e si articola progressivamente l’identità di ciascun bambino/a come consapevolezza del proprio corpo, della propria personalità, del proprio stare con gli altri e esplorare il mondo.
  •  Sono gli anni della scoperta degli adulti come fonte di protezione e contenimento, degli altri bambini come compagni di giochi e come limite alla propria volontà.
  • Sono gli anni in cui si avvia la reciprocità nel parlare e nell’ascoltare; in cui si impara discutendo.
  • Il bambino supera progressivamente l’egocentrismo e può cogliere altri punti di vista.

IL CORPO E IL MOVIMENTO

  • I bambini prendono coscienza del proprio corpo, utilizzandolo fin dalla nascita come strumento di conoscenza di sé nel mondo. Muoversi è il primo fattore di apprendimento: cercare, scoprire, giocare, saltare, correre a scuola è fonte di benessere e di equilibrio psico-fisico.
  • Le esperienze motorie consentono di integrare i diversi linguaggi, di alternare la parola e i gesti, di produrre e fruire musica, di accompagnare narrazioni, di favorire la costruzione dell’immagine di sé e l’elaborazione dello schema corporeo.
  • La vita e i giochi all’aperto, l’uso di piccoli attrezzi e strumenti, i giochi psicomotori possono essere occasione per l’educazione alla salute attraverso una sensibilizzazione alla corretta alimentazione e all’igiene personale.

IMMAGINI, SUONI, COLORI

  •  I linguaggi a disposizione dei bambini, come la voce, il gesto, la drammatizzazione, i suoni, la musica, la manipolazione dei materiali, le esperienze grafico-pittoriche, i mass-media, vanno scoperti ed educati perché sviluppino nei piccoli il senso del bello, la conoscenza di se stessi, degli altri e della realtà.

I DISCORSI E LE PAROLE

  • I bambini si presentano alla scuola dell’infanzia con un patrimonio linguistico significativo, ma con competenze differenziate, che vanno attentamente osservate e valorizzate.
  • In un ambiente linguistico curato e stimolante i bambini sviluppano nuove capacità quando interagiscono tra di loro, chiedono spiegazioni, confrontano punti di vista, progettano giochi e attività, elaborano e condividono conoscenze. I bambini imparano ad ascoltare storie e racconti, dialogano con adulti e compagni, giocano con la lingua che usano, provano il piacere di comunicare, si cimentano con l’esplorazione della lingua scritta.

LA CONOSCENZA DEL MONDO

  • I bambini esplorano continuamente la realtà e imparano a riflettere sulle proprie esperienze descrivendole, rappresentandole, riorganizzandole con diversi criteri. Pongono così le basi per la successiva elaborazione di concetti scientifici e matematici che verranno proposti nella scuola primaria.
  • La curiosità e le domande sui fenomeni naturali, su se stessi e sugli organismi viventi possono cominciare a trovare risposte guardando sempre meglio i fatti del mondo, cercando di capire come e quando succedono, intervenendo per cambiarli e sperimentando gli effetti dei cambiamenti.
  • Si avviano così le prime attività di ricerca che danno talvolta risultati imprevedibili, ma che costruiscono nel bambino la necessaria fiducia nelle proprie capacità di capire e di trovare spiegazioni.
  •  Esplorando oggetti, materiali e simboli, osservando la vita di piante ed animali, i bambini elaborano idee personali da confrontare con quelle dei compagni e degli insegnanti. Imparano a fare domande, a dare e a chiedere spiegazioni, a lasciarsi convincere dai punti di vista degli altri, a non scoraggiarsi se le loro idee non risultano appropriate. Di cui:

OGGETTI, FENOMENI, VIVENTI

  • Cercano di capire come sono fatti e come funzionano macchine e meccanismi che fanno parte della loro esperienza, cercando di capire anche quello che non si vede direttamente.
  •  Gli organismi animali e vegetali, osservati nei loro ambienti o in microambienti artificiali, possono suggerire un «modello di vivente» per capire i processi più elementari e la varietà dei modi di vivere

NUMERO E SPAZIO

  • La familiarità con i numeri può nascere a partire da quelli che si usano nella vita di ogni giorno;
  •  Ragionando sulle quantità e sulla numerosità di oggetti diversi, i bambini costruiscono le prime fondamentali competenze sul contare oggetti o eventi, accompagnandole con i gesti dell’indicare, del togliere e dell’aggiungere. Si avviano così alla conoscenza del numero e della struttura delle prime operazioni.
  • Sulla base di queste indicazioni la scuola dell’infanzia è chiamata ad organizzare la propria offerta formativa

COME HAIKU TRADUCE E FA PROPRIE LE INDICAZIONI NAZIONALI?

  • Al fine di attivare un percorso rispettoso del bambino e del suo personale percorso di crescita, ci vengono in aiuto i 10 punti sulla qualità, la legge 107 e i più recenti studi sullo sviluppo e apprendimento del bambino.

Affidarsi unicamente alle indicazioni nazionali porta con sé un rischio:

  • I campi d’esperienza aprono a possibilità di interpretazioni scolasticistiche, cioè al passaggio dai campi di esperienza agli ambiti disciplinari, dai traguardi di sviluppo di competenza alle griglie di valutazione, in contrasto con una prospettiva educativa olistica.
  • Il bambino fino a sei anni ha un suo modo peculiare di rapportarsi al mondo e di apprendere, è un tutt’uno: la sfera cognitiva, emotiva e relazionale sono altamente intrecciate, non è spezzettabile in unità di apprendimento, un avanzamento o regressione in un ambito ha sicuramente riverberi su tutto il resto, in altre parole ha una modalità propria di apprendere e di crescere che non è assimilabile a quella scolastica.
  • Fenomenologicamente si può “trovare” il bambino solo se ci chiediamo cosa fa del mondo, come configura e interpreta ciò che vive.
  • Presenta dei tratti caratteristici e peculiari nel suo modo di apprendere e rapportarsi al mondo, tratti ampiamente riconosciuti dagli studi psicopedagogici e che la identificano differenziandola da altre età della vita.
  • Il bambino prima dei 6 anni – (con riferimento a una prospettiva piagetiana, psicoanalitica, di psicologia sociale)

PECULIARITA’

  • E ’corpo più che linguaggio, in quanto essere prevalentemente non verbale. Poiché è “corpo”, dialoga col mondo e lo conosce primariamente attraverso l’azione e la percezione.
  • Organizza e rappresenta mentalmente le esperienze “in modo concreto” schemi mentali e le connessioni per associazioni sono ancorati alla percezione (Piaget, 1945)
  • La sua capacità di ragionamento deriva da situazioni concrete, ancora non può sostenersi per conto proprio, ma si manifesta e sviluppa solo a certe condizioni (ambiente generoso, che va incontro ai suoi interessi e fornisce mezzi per seguirli) (Isaacs,1944)
  • Il suo rapporto col mondo fisico è determinato dai vissuti emotivi, dalla possibilità di proiettarli su di esso come su di uno schermo (ad es. smontare un orologio può corrispondere alla messa in scena dei vissuti relativi all’interno del proprio corpo, dopo aver subito un intervento chirurgico)
  • Ha un’identità ancora incerta, e la sviluppa attraverso la possibilità di sperimentarsi attivamente nelle relazioni col mondo fisico e sociale (Emiliani, Carugati 1985)
  • Il suo linguaggio e il suo principale strumento di conoscenza è il gioco

 (prospettiva vygotskyana e psicoanalitica)

Dunque la peculiarità della mente infantile richiede e identifica la peculiarità dell’approccio/percorso educativo

MENTE INFANTILE                              PERCORSO EDUCATIVO

Quali le caratteristiche di un percorso educativo capace di incontrare la mente infantile per quello che è, sostenerla nelle sue peculiarità e potenzialità?

Un percorso educativo che voglia essere efficace – trova in tale riconoscimento il significato della sua unitarietà e peculiarità.

Se il bambino (ripeto quanto sostenuto prima sull’importanza delle esperienze concrete, di stare nel mondo…….

Da queste premesse nasce il progetto   

HAIKU

  •  Pensiamo che l’esterno sia il luogo educativo per eccellenza, rispettoso dei bisogni evolutivi dei bambini, in grado di accogliere e incontrare la mente infantile per quello che è, sostenendola nelle sue peculiarità e potenzialità.
  • Ma non basta uscire dalle aule per garantire esperienze significative, serve una regia adulta competente in grado di rendere le risorse presenti educativamente rilevanti.

Bosco Gerolo è un contesto molto ricco, stimolante, presenta una molteplicità e varietà di occasioni che se oggetto di progettazione educativa si trasformano in occasioni di crescita uniche.

Va da sé che gran parte della giornata avverrà all’esterno.

GLI SPAZI

  • La nostra base, una struttura coperta molto più simile ad una casa che ad una scuola, strutturata in centri d’interesse: la lettura, il gioco simbolico, la costruttività, grafico/pittorico, pranzo, riposo, igiene.
  •  Tra dentro e fuori abbiamo una zona filtro, un giardino d’inverno di stampo reggiano in cui poter lavorare e fare ricerca scientifica tutto l’anno, proporre attività di manipolazione della terra, dell’acqua, preparare le semine per l’orto… ma anche pranzare in estate….

La scuola è circondata da vari giardini:

  •  Il giardino più prossimo offre un piccolo orto e piantine di bacche, in futuro si pensa di trasformarlo in vigna;
  •  Il giardino di mezzo che può essere utilizzato per i giochi di movimento
  • lo spazio per gli animali dove convivono, galline, papere, asini

A poca distanza l’azienda offre la stalla dove vengono allevate le mucche da latte con adiacente caseificio, spaccio e agriturismo per la trasformazione e la vendita dei prodotti;

  • Un grande orto dove verrà ricavato uno spazio per i bambini;
  • Una scuderia;
  • Gli alveari;

Una passeggiata tra i campi che conduce direttamente nella Trebbia.

LA GIORNATA TIPO

Dalle 7,45 alle 9,00 ACCOGLIENZA

Intorno alle 9.15 la merenda che è sempre frutta.

 Ci si siede in cerchio, si cantano delle canzoni, ogni momento ha valenza pedagogica: i bambini seduti in cerchio rafforzano la loro appartenenza al gruppo, il cantare insieme è funzionale alla verbalizzazione, alla socialità e alla costruzione del sé, lo sbucciare il mandarino è un ottimo esercizio di manualità nonché stimolo all’autostima e quindi alla costruzione dell’identità. Proporre frutta di stagione è utile alla conoscenza del mondo nonché alla salute. La presenza di diversi frutti nella cesta può stimolare diversi esercizi o giochi funzionali alle competenze logico matematiche. Il raccogliere le bucce e portarle al maiale permette al bambino di sperimentare il prendersi cura di un altro essere nonché una buona pratica ecologica

  • Dopo la merenda in assemblea si decide insieme ai bambini all’interno di un processo democratico l’attività che caratterizzerà la giornata.
  • La scelta non è completamente delegata ai bambini ma la volontà si inserisce in un quadro educativo ben preciso e adulto diretto che dialoga anche con la disponibilità della azienda. (discorso sicurezza di base eccc)

LE PROPOSTE EDUCATIVE

Accanto alle proposte che lo spazio interno offre (affondo lettura)

  • La passeggiata: possiamo dirigerci al fiume, al maneggio, ai campi coltivati o a quelli incolti, all’allevamento di mucche, al caseificio a vedere come si prepara il formaggio o allo spaccio per acquistare il pane da poco sfornato in agriturismo…..
  • Il prendersi cura degli animali: preparare il cibo per gli animali da cortile come dedicarci alla pulizia di una scuderia o a dare il latte ai vitelli;
  • La coltivazione dell’orto: dalla semina al raccolto passando per la cura;
  • La trasformazione delle materie settimanalmente o quando previsto dal menu’ preparare il formaggio oppure il pane, la pizza….
  • IL PRANZO
  • Altro momento molto importante , il prendersi cura di sé con le pratiche di igiene personale, l’essere coinvolti nella preparazione, il portare i piatti ai compagni, il chiacchierare in un clima sereno sono tutte esperienze molto significative per i bambini.
  • RIPOSO POMERIDIANO
  • Dalle 15,30 alle 16,00 I SALUTI

Soggetti della impresa educativa sono:  il bambino che è al centro del progetto educativo che educatori e famiglia, ognuno con la propria responsabilità e competenza, vanno a costruire giorno dopo giorno.

LA FAMIGLIA

  • Le famiglie sono il contesto più influente per lo sviluppo affettivo e cognitivo dei bambini  (I N)
  • I genitori sono i partners più importanti e la loro partecipazione è essenziale” (QF p.8); –
  • le pratiche educative devono essere costruite con i bambini e le loro le famiglie” (QF.p.25)
  • La partecipazione delle famiglie è una parte essenziale della offerta formativa di HAIKU, l’importanza del rapporto con le famiglie ci è confermata dai riferimenti sopra indicati ma anche dalla nostra trentennale esperienza in campo educativo.
  • Il bambino è al centro del progetto educativo che genitori ed educatori quotidianamente vanno a costruire.

L’ EQUIPE EDUCATIVA

  • Partendo a quanto detto finora: che il bambino in questa età non apprende per compartimenti stagni, che l’apprendimento non va basato sulla trasmissione del sapere poiché in questa fase “insegnare qualcosa ad un bambino significa impedirgli di apprenderla” Piaget, ma per imparare il bambino ha bisogno di vivere l’esperienza diretta, la scuola dell’infanzia deve costruire progettazioni complesse che connettono  tutti i campi di esperienza, situazioni che coinvolgono emotivamente il bambino, che sollecitano la sua mente, che lo spingono a immaginare e a riflettere, che lo invitano a socializzare
  • Il protagonista della progettazione deve essere il bambino, il suo personale percorso di crescita, che inserito all’interno del gruppo dei pari, deve essere accolto, ascoltato, oggetto di osservazione continua da parte delle insegnanti le quali non hanno solo il compito di progettare percorsi, ma la loro professionalità si esprime nella capacità di:
  • costruire una progettazione dinamica, aperta alla revisione, in grado di rispondere in modo mirato e funzionale ai bisogni dei bambini;
  •   predisporre contesti, spazi, situazioni favorevoli all’acquisizione delle competenze richieste e definirne  la scansione temporale; ma può subire battute d’arresto e l’insegnante deve saper cogliere queste necessità.
  •   documentare: inteso come percorso per creare memoria di quanto si va facendo e allo stesso tempo, per sistemare, ordinare le esperienze fatte rendendole così leggibili, e condivisibili;
  •  verificare, riflettere sull’andamento del progetto per ridefinire di volta in volta la proposta, calibrarne continuamente l’avanzamento. Come lo sviluppo dei bambini anche il procedere del progetto non è sempre lineare

IL BENESSERE NASCE DALLA NATURA
E NOI LO COLTIVIAMO!